Il sito è tuo? Dominio, codice e dati se cambi fornitore
Finché il rapporto funziona non te ne accorgi. Il giorno in cui vuoi cambiare fornitore scopri chi possiede davvero le cose che hai pagato. Ecco come verificarlo prima, in dieci minuti.
Il dominio: la cosa più importante di tutte
È il tuo indirizzo, ed è l'unica cosa davvero insostituibile: un sito si rifà, un dominio no. Deve essere intestato a te o alla tua azienda, non al fornitore. Lo verifichi in un minuto con una ricerca WHOIS pubblica sul tuo dominio: se il titolare non sei tu, è un problema da risolvere adesso, non quando litigate.
Gli accessi: averli è diverso da esistere
Pannello del dominio, hosting, gestione dei contenuti, statistiche. Devi possedere le credenziali di amministratore, non un'utenza limitata creata per te. Se per cambiare un orario devi mandare una mail a qualcuno, non hai gli accessi: hai un servizio.
Il codice e i contenuti
Testi, foto, struttura: li hai pagati e devono essere esportabili. Chiedi esplicitamente cosa succede se un domani decidi di andartene — puoi portare via tutto? in che formato? — e metti la risposta nel preventivo, per iscritto.
Le statistiche sono un patrimonio, non un dettaglio
Anni di dati su chi visita il sito e cosa cerca valgono molto. Se l'account di analisi è del fornitore, quando cambi ricominci da zero e perdi ogni possibilità di confronto storico. Deve essere intestato a te, con il fornitore invitato come collaboratore.
Il canone: cosa comprende davvero
Un canone mensile è legittimo se è chiaro cosa copre: hosting, aggiornamenti, sicurezza, un monte ore di modifiche. Diventa un problema quando è l'unico modo per poter toccare il tuo sito. La domanda da fare è secca: se smetto di pagare il canone, il sito resta online e resta mio?
I tre segnali che devono farti alzare la guardia
La risposta è vaga su chi è intestato il dominio. Non ti danno le credenziali di amministratore «per sicurezza». Non esiste un documento che dica cosa comprende il canone. Nessuno dei tre è illegale, e sono tutti piuttosto comuni nel settore — ma insieme descrivono un rapporto in cui il fornitore ha molto più potere di te.
Il dettaglio tecnico: cosa controllare e dove
Il titolare di un dominio .it risulta dal registro tenuto dal Registro.it del CNR; per le altre estensioni si consulta il WHOIS del registrar. I campi che contano sono Registrant (il proprietario legale) e Admin Contact: il primo è quello decisivo, e non va confuso con il Tech Contact, che è legittimo sia il fornitore.
Il trasferimento verso un altro gestore avviene con il codice di autorizzazione — AuthInfo o EPP code — che il registrar attuale è tenuto a fornire al registrante. Non è una concessione: è un diritto di chi è intestatario. Se il registrante sei tu, nessuno può trattenere il dominio.
Sul lato dati, l'articolo 20 del GDPR riconosce il diritto alla portabilità dei dati personali in un formato strutturato e leggibile da una macchina. Non copre il codice sorgente né i contenuti editoriali, che restano materia contrattuale: per quelli l'unica tutela è averlo scritto nel preventivo prima di firmare.